Il preside che manda a zappare gli studenti indisciplinati

Se non vai bene a scuola, vai a zappare. Chissà quante volte genitori e nonni avranno ripetuto questa frase ai loro figli/nipoti poco propensi a passare ore e ore sui libri di testo. Ebbene, in una scuola a Milano la minaccia è diventata realtà.Domenico Balbi, preside dell’Itsos Albe Steiner del capoluogo lombardo, infatti, ha deciso che l'unico modo per punire gli studenti indisciplinati è quello di mandarli a zappare. "Quando trovo i ragazzi a fumare dovrei far loro una multa di 27 euro che però commuto in lavoro", racconta a Libero. "Sll’inizio accettavano divertiti perché pensavano fossero di ore di svago". E invece il lavoro nei campi è duro. "Quella percezione è durata poco: rastrellano, raccolgono pietre, abbattono gli alberi malati e trasportano manualmente gli scarti del verde", racconta ancora il preside che lavora con loro e ha messo su un bellissimo orto. E sia genitori che ragazzi ora sono entusiasti.

Sanità, allarme su Roma: Peggiorati gli indicatori

Ancora una tegola su Roma. Secondo il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, nella Capitale sono peggiorati gli indicatori di salute negli ultimi anni. Un record, dato che secondo i dati si tratta dell'unica Capitale dell'Unione Europea ad aver fatto un balzo indietro su questo fronte. "Tutti gli indicatori, da quello più solido che è l'aspettativa di vita e la mortalità infantile a quello per patologie tumorali, fanno riscontrare un peggioramento della situazione dei cittadini romani rispetto al resto di Italia", ha affirmato Ricciardi. E su questo tema è intervenuto anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: "La mia impressione su Roma è che Roma è piena di droga. Rivediamo le siringhe per strada, rivediamo i tossici per strada, gli spacciatori di eroina. Siamo pieni di cocaina. Si fa finta di non vedere come se il problema non ci fosse più, in realtà aggredisce tutti i ceti sociali e tutte le età, insieme all'alcol. Soprattutto gli spacciatori lavorano sui giovani", ha detto Lorenzin. Poi il titolare del dicastero della Salute si è interrogata sulle cause del degrado: "Roma si trova in una condizione così degradata per tanti motivi e tante cause. Non diciamo da quando è partito…Io non sento più parlare di periferie da vent'anni, non vedo da 20 anni politiche attive su periferie", ha detto Lorenzin. "Dobbiamo ripartire anche da noi stessi e dalla logica del nostro comportamento altrimenti non ce la si fa. Certo ci vuole una forte governance del sociale che non è la cenerentola della politica. Dobbiamo occuparcene come priorità soprattutto nelle amministrazioni degli enti locali". Insomma questi indicatori sulla salute dei cittadini non sono certo un buon viglietto da visita per la Giunta capitolina che dovrebbe metteresi al lavoro perché Roma torni ad avere standard adeguati su questo piano all'altezza della altri capitali europee.

G7, la polizia sotto attacco: roghi in strada e bombe carta

Roghi in strada, lancio di bombe carta, cariche continue per sfondare il cordone delle forze dell'ordine in tenuta anti sommossa. Arrivati a Venaria, alle porte di Torino dove è in corso il G7 del Lavoro presieduto dal ministro Giuliano Poletti, gli antagonisti provano a irrompere nei locali della Reggia, ma vengono respinti con gli idranti dalla polizia. Gli scontri si ripetono per più volte, con i no global che sparano i fuochi d'artificio ad altezza uomo nel tentativo di colpire gli agenti in pieno corpo. Tutto intorno sono colonne di fumo e clima di guerriglia urbana.Secondo giorno di scontri a Torino (guarda la gallery). L'obiettivo è sempre lo stesso: colpire le forze dell'ordine. Già ieri sera, poco prima delle 23, gli antagonsti hanno attaccato le forze dell'ordine in via Po, con un fitto lancio di bombe carte, fumogeni e fuochi d'artificio (guarda la gallery). Gli agenti in assetto antisommossa hanno risposto cercando di far indietreggiare i manifestanti, che sono stati respinti nella vicina piazza Castello, affollata per la Notte dei Ricercatori. Trai molti torinesi che stavano passando la serata tra gli stand della kermesse scientifica si è diffuso il panico. Gli antagonisti hanno approfittato della situazione per incendiare alcuni cassonetti in piazza e nel vicino Viale Primo Maggio. Durante i tafferugli due gli agenti di polizia sono rimasti feriti in modo lieve.

Di Maio avvisa i sindacati ​Riforma o ci pensiamo noi

Luigi Di Maio mette nel mirino i sindacati. Il candidato premier per il Movimento Cinque Stelle chiede una riforma immediata per le sigle che rappresentano i diritti dei lavoratori: "Con noi al governo o i sindacati si autoriformano o dovremo fare noi una riforma". Durante il suo intervento al Festival dei consulenti del lavoro, il vicepresidente della Camera ha chiesto una riforma in tempi brevi dei sindacati: "Tra i tanti problemi che abbiamo -ha aggiunto- se vogliamo essere competitivi si deve prevedere il cambiamento radicale del sindacato". "Se cambia il lavoro – ha detto – deve cambiare il sindacato, dare la possibilità a organizzazioni più giovani di sedere a tavoli e agli stessi giovani di entrare nel sindacato. Un sindacalista che prende una pensione d'oro e finanziamenti da tutte le parti ha poca credibilità a rappresentare un giovane di 31 anni". Poi Di Maio ha parlato del mondo del lavoro: "Al di là di quello che vogliamo sta arrivando un nuovo mondo del lavoro: oggi sta arrivando la 'smartnation', un nuovo modello di Paese in cui i lavori si trasformano e noi non dobbiamo avere paura di perdere posti di lavoro". Di Maio ha ricordato che "da qui al 2025 il 50% dei lavori saranno legati al settore creativo, mentre il 60% di quelli che conosciamo oggi si trasformerà o sparirà. Il settore creativo è legato al turismo, alla cultura e alle nuove tecnologie". Secondo Di Maio "internet è la più grande fabbrica di posti di lavoro".

La Boldrini non molla: Lo ius soli s’ha da fare

Laura Boldrini non molla la presa sullo ius soli e insiste: "Questa legge s'ha da fare". Il presidente della Camera a margine del Wired Next Fest ha affermato: "La legge sulla cittadinanza è impropriamente chiamata ius soli. La legge approvata alla Camera pone condizioni per la cittadinanza: la riconosce ai ragazzi che hanno fatto studi in Italia o sono figli di titolari di permesso di soggiorno da almeno cinque anni. Approvare questa legge è prendere atto della realtà e non mettere la testa sotto la sabbia. E' nostro interesse fare di loro dei buoni cittadini. Se la politica è l'arte del futuro questa legge s'ha da fare". La presidente della Camera ha poi aggiunto che "per me il confine è un concetto da eliminare" perché "può essere rifiuto, condanna, affermazione della violenza e delle dittature: amo la rete perché non ha confini". Infine la Boldrini è tornata a parlare nuovamente delle fake news: "Non sono burle, non sono goliardate ma strategie messe in atto a tavolino per distruggere la reputazione di una persona. Questo altera l'assetto democratico. Non condividete tutto quello che trovate – ha aggiunto Boldrini rivolta ai giovani presenti nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio – andate a verificare. Il giornalismo professionale deve essere sempre più attento alle fonti gli editori devono spendere di più per il lavoro giornalistico di qualità".

Gp Malesia, choc per la Ferrari: Vettel ultimo, Hamilton in pole

Dopo l'incredibile incidente del Gp di Singapore per la Ferrari non c'è pace. In Malesia la situazione peggiora: Sebastian Vettel non riesce nemmeno a portare a termine la Q1 per un problema al motore. Domani partirà in ultima posizione. Una beffa colossale proprio nella gara decisiva per il riscatto. Stavo cominciando il giro ed ho perso potenza verso metà giro, siamo tornati lentamente ai box cercando di sistemare il problema e riaccendere la macchina ma purtroppo ho avuto un problema con la pressione, l'accenzione che non arrivava dal turbo, dobbiamo capire perché, ma è sicuramente dura. In ogni caso i ragazzi hanno fatto un lavoro fenomenale, abbiamo una macchina veloce e abbiamo risparmiato le gomme per domani, il che ci mette in una buona situazione anche se dobbiamo partire da dietro, però non si sa mai cosa può accadere in gara, quindi tutto è possibile", ha affermato il tedesco. Ma la gara sarà durissima. La pole position infatti è andata a Lewis Hamilton che partirà davanti a Raikkonen. Per Vettel servirà un'impresa o un miracolo. Hamilton ha l'occasione per chiudere i giochi. E il freddo britannico della Mercedes potrebbe non lasciarsi sfuggire la grade occasione.

Avvocati, la laurea è in vendita Ecco le prove del grande bluff

Un faldone di pagine, una quarantina, test complessi, quesiti tecnici, formulati in spagnolo. Diritto penale, diritto costituzionale, civile. Domande approfondite sulla costituzione spagnola. C'è di tutto perché superato questo mastodontico test si ottiene il «grado en derecho». La laurea. È il primo grande passo per il traguardo: aggiudicarsi il titolo di abogado. Avvocato in spagnolo che però in questo caso è una conquista che avviene tutta in Italia, senza mai o quasi, mettere piede in Spagna. Un procedimento apparentemente complicato ma rodato e che ha funzionato già per migliaia di abogados di nazionalità italiana. Almeno quattro sessioni all'anno, centinaia di aspiranti abogados alla volta. Un esercito dove nessuno cade mai. Dove per tutti è un successo. Questa volta l'appuntamento è per oggi a Roma, dove si aspettano 300 persone. In una mattina l'impresa che ha dell'incredibile: il superamento di ben nove esami in lingua spagnola e il conseguimento razzo del master. In aula la commissione universitaria che arriva direttamente da Madrid e un paio di addetti delle agenzie che fanno da tramite tra gli allievi e l'università. Agenzie che si occupano di aiutare gli studenti italiani a orientarsi nel mondo universitario spagnolo. Si preoccupano di sbrigare le pratiche con l'ateneo, evitano agli iscritti fastidiosi viaggi, inviano i documenti per posta, addirittura organizzano voli charter per trasportare carichi di abogados a iscriversi negli albi spagnoli. Tutor che si assicurano che tutto vada a buon fine. Tanto da inviare ai candidati persino le domande dell'esame con le risposte giuste già cerchiate. Un aiuto decisivo, in effetti. C'è da sperare nella memoria. Un passo che ti cambia la vita, ti apre le porte al «Ilustre Colegio de Abogados». Un giuramento e poi via a trascrivere il prestigioso titolo all'albo degli avvocati stabiliti in Italia. Certo, per i primi tre anni, l'abogado in Italia, deve agire in concerto con un avvocato, ma può esercitare, firmare atti. Trascorsi i termini, davanti alla legge, si è tutti uguali. Tutti avvocati, ma vuoi mettere aver aggirato la seccatura del rognosissimo esame di Stato dalla riuscita tutt'altro che certa?È così che è nato un vero e proprio esaminificio. Un sistema che Il Giornale può documentare, esami al limite della farsa, uno scandalo. Succede tutto in Italia, a Roma, Milano, Bologna. Investimenti di denaro consistenti. Circa ventimila euro da pagare all'università spagnola, diecimila per ottenere la laurea, altri dieci per il master. Con loro l'allievo dovrebbe prepararsi, seguire corsi e approfondimenti per poi sostenere questa grande prova finale composta da nove esami, tutto ovviamente in spagnolo; sviluppare anche competenze linguistiche oltre a quelle giuridiche. Le due condizioni imprescindibili richieste dal ministero spagnolo per ottenere il titolo. Ma di lavoro con gli studenti futuri abogados ce n'è ben poco. In teoria dovrebbero esserci piattaforme on line, corsi web, materiale didattico. Una giungla in cui districarsi è difficilissimo. Per questo sorgono le agenzie, disseminate un po' in tutta Italia con un piede in Spagna. A loro va un'altra grossa percentuale, dai 5 ai 10 mila euro. Un titolo che a conti fatti, ti porti a casa con trentamila euro. Poi c'è chi si pente, chi dopo aver pagato, accede a un portale pressoché vuoto, si sente preso in giro e vuole tornare indietro, chi punta a fare il prima possibile, chi chiede lumi, chi impreca. Si leggono decine di pagine di chat, c'è di tutto. Un grande dubbio su tutti: «Ma ci daranno le domande e le risposte prima dell'esame?», altri spiegano: «Comunque sta piattaforma è un bordello, manco riesco a scaricare il materiale» un altro che concorda: «Il corso di diritto tributario faceva ridere, le ho inviato il caso pratico esponendo dubbi e mi ha messo 9 e manco risposto!!!». Poi c'è chi riesce a calmare i timori di tutti. «Tranquilli, conosco uno che lo ha passato senza problemi e senza studiare». Avvocati che ci troveremo nelle aule di giustizia.

Lo stil novo sfila a Parigi, ecco gli stilisti in prima linea

Dal nostro inviatoC'è un gran ballo di debuttanti sulle passerelle francesi, almeno quattro nomi sono passati dalle retrovie degli uffici-stile alla prima linea delle direzioni creative. Il caso più clamoroso riguarda Natasha Ramsay-Levy, una ragazza più parigina della Tour Eiffel chiamata al posto di Clare Waight Keller da Chloé dopo una gavetta di 15 anni al fianco di Nicholas Ghesquiére prima da Balenciaga e poi da Vuitton. Lo stilista prediletto di Brigitte Macron ha detto cose entusiasmanti sul suo conto al New York Times, ma per noi fino a due giorni fa Natasha era solo una it girl francese, sposata con Olivier Zahm (fotografo, inventore ed editore di Purple Magazine) da cui quattro anni fa ha avuto un figlio.Invece l'altro giorno nella storica sede della maison fondata nel 1953 da Gaby Aghion si è vista la sua bravura nel pescare dagli archivi per costruire un'immagine fresca, pulita ed elegante. «Ho preso qualcosa da tutti i designer che nel corso del tempo hanno fatto grande Chloè» ha detto nel backstage citando Lagerfeld, Martine Sitbon, Phoebe Philo e Stella McCartney. In più ha messo un gusto molto particolare per gli accessori (le mini bisacce da cacciatore e i camperos di pitone sono da furto con destrezza) e l'entusiasmo del caso. Gran bella prova insomma, più o meno alla pari con quella di Serge Ruffieux da Carven. Lui viene dall'ufficio stile di Dior dove ha lavorato con Galliano, Bill Gaytten e Raf Simons. Si può dire che abbia fatto il Vietnam e anche un po' di Korea perché ha retto la «baracca» ad interim con Lucie Meier quando Gaytten se n'è andato. Ebbene il suo debutto nei corridoi dell'università fondata dai coniugi Curie è stato ottimo e abbondante: begli abiti a chemisole con interessanti costruzioni, un interessante assemblaggio cromatico, attitudine moderna ed elegante. Fa un gran bel lavoro anche Marco Colagrosso che approda da Ungaro dopo 16 anni con Dolce & Gabbana e tre con Armani: un addestramento degno di un navy seals. Si definisce «milanese del tacco» per via delle origini pugliesi che lo accomunano a Monsieur Ungaro, l'ultimo grande couturier di Francia. Il suo tentativo di rileggere in chiave contemporanea i fiori, l'esprit pittorico e quella mistica della femminilità estremizzata da un certo gusto androgino riesce fino a un certo punto per via di un eccessivo rispetto dei codici. Ma l'idea dei capi non finiti trovati in atelier cui si aggiungono maniche di tulle viola vescovile, mazzi di violette in plexiglass o fiori jacquard sul tulle di nylon è bellissima. Divino il trench in tela da sartoria con rever multiplo e applicazioni floreali. Formidabile il debutto di David Tourniaire Beauciel da Clergerie, ma stiamo parlando di un fuoriclasse che ha lavorato per tutti: da Gaultier a Demna Gvasalia passando per Ferragamo. Con le sue scarpe Balenciaga ha triplicato il fatturato. Ci si aspetta altrettanto con le sneaker di paglia che ha fatto per Clergerie. Bellissimi anche i sandali tipo calamari ma in pelle. Da Miyake non c'è nessun debutto anche se il designer Miyamae ha l'aspetto fisico di un ragazzino molto intelligente. In realtà ha una quarantina d'anni ma sulla sua intelligenza non ci sono dubbi: è il magico inventore d'incredibili tecniche come lo «steam stretch» che consiste nel far ritrarre un filo di poliammide elastico con il calore del vapore creando nel tessuto un magnifico plissè. Stavolta su questi capi tridimensionali che sembrano vivere di vita propria stampa incredibili fotografie di paesaggi in Islanda: le cascate d'oro, i geyser, la neve perenne. Il designer con i colleghi ha fatto un viaggio nell'isola che divide il continente europeo da quello americano e questo gli ha fatto decidere di trasferire sui capi un pezzo di memoria, ovvero il ricordo ancestrale della natura incontaminata. Anche Jonhatan W Anderson lavora sull'idea del viaggio e compone una delle sue migliori collezioni per Loewe. Le sneakers con il ricciolo di una babbuccia marocchina, le t shirt e il trench sfrangiato, il vestito fatto da uno scialle, una stupenda giacca con una passamaneria che viene da chissà dove: queste e altre cose strane e meravigliose fanno pensare a una ragazza molto sofisticata che gira il mondo con occhio limpido e senza alcuna tentazione folk. Memento 2 è il nome dato alla collezione creata da Carol Lim e Humberto Leon in omaggio al lancio della linea Kenzo Jeans del 1986. Stagione dopo stagione i due designer proporranno storie d'archivio sul glorioso lavoro di Kenzo Takada. Chi dimentica il passato è condannato a riviverlo. Anche per questo la legionaria di Nina Ricci ci sembra un orrore: sei nel marchio della gentilezza, cosa c'entra la legione straniera? Bellissimi invece gli anni '90 e il Rajastan visti da Edgardo Osorio per le stupende scarpe del suo marchio Aquazzurra.

Dalla musica ai gioielli: l’oro verde di Rihanna

Una erre maiuscola, un cuore, una ci maiuscola: sono lettere e simbolo serrati l'uno accanto all'altro che accompagnano ogni gioiello della capsule collection «RihannaLovesChopard». Ovvero collana, sautoir, anello, orecchini e bracciali in oro etico rosa e ceramica verde oltre a diamanti. Per presentarla giorni fa nella boutique Chopard di Milano è arrivata la bellissima Marion Cotillard, l'attrice francese premio Oscar e ambientalista convinta – non per nulla era vestita di verde – amica della maison svizzera che da anni ha imboccato la via del lusso sostenibile. «Sono sempre stata innamorata dei gioielli di Chopard, tanto che non riesco ancora a credere nell'opportunità di disegnare collezioni con loro. È stato un processo davvero incredibile e ho imparato veramente tanto» fa sapere Rihanna, la star di «Diamonds» che vanta oltre 17 milioni di fan su Instagram. «Rihanna e io abbiamo lavorato fianco a fianco alle collezioni; ogni esemplare esprime la sua energia inesauribile, la sua creatività e il suo innato senso del design. Con il suo stile unico, ridefinisce il modo di vedere e indossare i gioielli», dichiara Caroline Scheufele, co-presidente e direttrice creativa di Chopard. Insomma ,una collaborazione di risonanza planetaria come si addice a una maison che nel mondo è sinomimo di straordinaria manifattura svizzera e di creazioni ad sogno, e alla superstar barbadiana che ha venduto oltre sessanta milioni di album, vinto otto Grammy Awards ed è impegnata nella raccolta fondi per diverse cause umanitarie. Tornando ai gioielli, conquistano il mix di audacia e stile classico, le geometrie minimaliste e la preziosità, i motivi rettangolari che uniscono cubetti di ghiaccio in oro rosa a solidi blocchi di ceramica in un colore selezionato personalmente da Rihanna, il verde giungla. La capsule collection di nove esemplari è disponibile in cubetti d'oro con finitura lucida effetto ghiaccio o diamanti incastonati. L'oro 18 carati certificato Fairmined fa parte di un percorso che Chopard ha iniziato nel 2013 per creare le condizioni di un lusso sostenibile nei settori dell'orologeria e della gioielleria. La maison ginevrina si è impegnata al fianco della direttrice creativa di Eco-Age e fondatrice del Green Carpet Challenge (GCC ® ), Livia Firth, che si adopera per promuovere l'etica nel mondo della moda. «Caroline è una delle paladine del lusso sostenibile declinato in tutti i passaggi della filiera produttiva, processo che nel settore dei gioielli è complicatissimo. Quindi ammirevole» dice infatti Livia Firth mentre nel corso della presentazione mostra la statuetta che Chopard ha realizzato per i The Green Carpet Fashion Awards Italia realizzata in oro etico certificato Fairmined estratto secondo condizioni di lavoro sostenibili. Proviene, infatti, dalle comunità minerarie del Sud America, sostenute dall'ARM (Alliance for Responsable Mining). La maison ginevrina ha voluto avviare un progetto di cooperazione sostenibile con queste miniere, gettando le basi di uno scambio equo e rispettoso per permettere alle popolazioni locali di avere accesso allo sviluppo economico e sociale. E dopo l'oro, i diamanti e gli opali, sono anche arrivate le pietre colorate della collezione Green Carpet attraverso una partnership conclusa tra Chopard e Gemfields, leader mondiale nell'estrazione di queste pietre. Oggi, le nuove creazioni della collezione Green Carpet sono impreziosite da smeraldi estratti in maniera responsabile da Gemsfield nella miniera di Kagem nello Zambia.

A Torino guerriglia contro il G7 Scontri con la polizia: due fermi

Cortei, proteste, lancio di uova e cassonetti rovesciati per strada: a Torino è iniziato un week end ad alta tensione. Tafferugli e scontri, sono scoppiati durante il corteo «anti G7 lavoro»: la rabbia è esplosa tra polizia e dimostranti quando alcuni giovani hanno tentato di svoltare da corso Vittorio Emanuele verso via Carlo Alberto, in direzione di piazza Carlina, dove si trova l'albergo delle delegazioni che partecipano al vertice, iniziato ieri pomeriggio a Venaria e che proseguirà fino a oggi. Le forze dell'ordine in assetto antisommossa hanno risposto con una carica di alleggerimento e poco dopo i manifestanti hanno tentato di aggirare il cordone di sicurezza, ma sono stati intercettati e bloccati in piazza Vittorio. I contestatori, circa 400, sono quindi indietreggiati. Due di loro, entrambi residenti nel Torinese, sono stati fermati dalla Digos ed identificati: uno sarebbe minorenne.La tecnica utilizzata dai manifestanti è quella di correre all'improvviso lungo le vie laterali che portano in piazza Carlina, per trovare un varco non presidiato dalla polizia. Il corteo ha concluso la marcia dopo aver percorso via Sant'Ottavio a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino. I ragazzi sono entrati nell'edificio correndo, con i fumogeni accesi e hanno occupato la sede universitaria, posizionandosi lungo i corridoi di piano terra e del primo piano, dove si affacciano le aule. Un portavoce degli studenti ha annunciato che le proteste non sono finite, che le manifestazioni contro i ministri del G7 continueranno e che proprio l'Ateneo diventerà la base logistica delle loro proteste. E in assemblea hanno annunciato un presidio che punta a durare sino a quando non si concluderà il summit.Molti gli slogan contro il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, che proprio ieri ha presieduto alla Reggia di Venaria un vertice sul lavoro, ultimo appuntamento della Innovation Week Italian. Non sono mancati striscioni e cartelli di protesta: «Noi giganti, voi sette nani»; «Della vostra zona rossa non ce ne frega niente»; e poi ancora «Voi nelle regge, noi nelle piazze». Uova sono state lanciate contro la sede della Fondazione Agnelli e contro gli uffici della Cisl.Momenti di tensione in via Madama Cristina, dove un supermercato «Carrefour» è stato simbolicamente chiuso con del nastro adesivo per protestare contro lo sfruttamento da parte delle multinazionali. Al corteo degli studenti si sono aggiunti anche i No Tav, arrivati da Bussoleno in treno, alla stazione di Porta Nuova. Erano circa una cinquantina ed hanno percorso la città aprendo la marcia con uno striscione: «Fino all'ultima battaglia, fino all'ultima bottiglia». Il percorso della manifestazione contro il G7, che è stata convocata dall'assemblea ReSetG7 che coordina la mobilitazione contro il summit, non è stata concordata con la Questura e questo ha causato maggiori problemi alla viabilità e anche all'applicazione del piano sicurezza da parte delle forze dell'ordine. Oggi massima allerta per il corteo unitario che parte da largo Toscana con obiettivo la Reggia dei ministri. Rifondazione Comunista, Cub, Sinistra Anticapitalista, Partito Comunista Italiano, SiCobas e la Federazione Anarchica Italiana hanno annunciato un'altra manifestazione che partirà dall'ex stazione Ceres ed entro le 19 dovrebbe raggiungere i giardini di via Montanaro, dove si terrà un'assemblea aperta. Poi hanno promesso «azioni a sorpresa».