Uova, fumogeni e razzi: la protesta a Venezia contro nave da crociera

“Ve piaze i foghi m….? Ve piaze i foghi m….?” Che tradotto dal dialetto veneziano all”italiano vuol dire: “Vi piacciono i fuochi m….?”. Dove la m sta per “merde”. Così i manifestanti e quelli del Comitato “No Grandi Navi a Venezia”, hanno accolto, la nave Msc Musica. Alle 17 di oggi a bordo di gommoni e barchini hanno raggiunto il colosso e lì hanno iniziato a gridare: “merd.”, “merd.”. Poi hanno lanciato fumogeni, uova e sparato anche fuochi d”artificio. A impedire che i manifestanti si avvicinassero troppo alla nave c”erano le moto d”acqua degli uomini della polizia di Stato.Una nuova mobilitazione da parte degli attivisti No Grandi Navi, che non vogliono il passaggio delle navi da Crociera nel Canale della Giudecca. La nave da crociera colpita era appena uscita dal terminal passeggeri del porto ed era diretta verso la Bocca di porto del Lido.Un tema caldo quello delle Grandi Navi Sì, Grandi Navi No. E cresce la tensione soprattutto ora che i grillini si aspettano che il governo giallo verde blocchi il passaggio ai bestioni del mare. Il sindaco Luigi Brugnaro aveva detto: “Il ministro dei Trasporti qui non è mai venuto. Facciamogli un appello: caro ministro dei Trasporti Toninelli, quando sarà libero, e avrà tempo di venire a Venezia, avremmo Porto Marghera, 2200 ettari, e un problemino con le navi, se volesse dire qualcosa. I suoi, quelli che l”hanno votata sono contrari a tutto. Anche lei ? Ci si metta anche lei, ma lo dica ai 5000 posti di lavoro che rischiamo di perdere”.

Salvini non teme lo spread: “Ce lo mangiamo a colazione”

“Lo spread ce lo mangiamo a colazione”. A Genova per la festa della Lega, Matteo Salvini sfida i mercati, che venerdì avevano reagito male alla decisione del governo di alzare il deficit al 2,4% del pil per permettere una manovra che possa introdurre il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni con “quota 100″.”Se la manovra costerà 40 miliardi, i 13 mancanti li troveremo con la crescita”, ha detto il vicepremier difendendo le mosse del governo, “A differenza di Renzi, Monti, Letta e Gentiloni che si accontentavano di una crescita zero virgola, uno virgola, un passo avanti, sei indietro, l’Italia merita di crescere del 2, del 3%. Se tu rendi il diritto alla pensione a centinaia di migliaia di persone, aprendo posti di lavoro a centinaia di migliaia di giovani, aiuti le imprese e aiuti giovani e pensionati, se tu togli 10mila euro di tasse a un milione e mezzo di partite Iva, rimetti in circolo del denaro che, altrimenti, era bloccato. Noi scommettiamo non sui tagli, ma sullo sviluppo, sull’espansione”.Una scommessa, insomma. Che non si ferma nemmeno davanti ai timori dello spread: “Il signor spread lo incontrerò personalmente quando avrà visto che la manovra è limpida, coraggiosa, equilibrata, responsabile e guarda al futuro. E allora starà tranquillo”, ha detto Salvini. Che frena anche sulle parole di Luigi Di Maio che parla di “terrorismo mediatico”: “La sola parola terrorismo a me, come ministro dell’Interno viene difficile pronunciarla”, ha spiegato, “I finanzieri cercano di guadagnare, di speculare a breve termine. A qualcuno piacerebbe un’Italia in ginocchio e io non governo un’Italia in ginocchio”.

Oroscopo settimana dall’1 al 7 ottobre 2018

ArieteQualche rallentamento sul fronte lavorativo potrebbe caratterizzare, nel corso di questa settimana, le giornate degli Ariete. I nati nel segno si dimostreranno abbastanza insofferenti nelle interazioni con gli altri, soprattutto in ambito professionale, dove potrebbe palesarsi qualche litigio. Più intrigante è la vita amorosa, dove la passione non mancherà di certo, suppur con un’intimità sbilanciata sul fronte fisico.ToroAncora qualche noia all’orizzonte, per una settimana del Toro non propriamente avvicente. In amore è necessario sforzarsi per comprendere le necessità del partner, evitando facili litigi per questioni di poco conto. In ambito professionale, invece, non è ancora il momento di lanciarsi in un grande investimento: meglio attendere, infatti, l’autunno inoltrato.GemelliEnergie alterne per i Gemelli nel corso di questa settimana, pronti a concentrarsi sui rapporti, sia personali che lavorativi. In amore vi sarà la possibilità di giocare maggiormente con il partner, rendendo il rapporto più leggero e sognante. L’ambito fisico dominerà le giornate, con una passione del tutto intrigante. Sul lavoro, però, è meglio non dimostrare troppa aggressività.CancroUna settimana di rallentamenti lavorativi, con piccole incomprensioni in ufficio, non impedirà ai Cancro di vivere dei momenti privati molto intensi. Con il partner vi è la possibilità di indagare un profondo romanticismo, che potrebbe rafforzare le fondamenta del rapporto. Più difficili potrebbero essere le relazioni dei single, poco abili nel corteggiamento in questi giorni.LeoneUn lieve calo di grinta non impedirà, nel corso di questa settimana, ai Leone di dimostrare la loro passione. I rapporti all’interno della coppia potrebbero essere molto intensi, forse sbilanciati sul fronte fisico, mentre i single potranno lanciarsi in numerosi e bollenti incontri. Sul lavoro, però, è tempo di pensare con più razionalità a un progetto futuro, senza lasciarsi guidare dagli istinti.VergineUna settimana neutra, e forse fin troppo noiosa, non preoccuperà più del dovuto i nati nella Vergine. Data la loro grande capacità di adattamento, riusciranno a trovare un buon equilibrio sia all’interno della coppia che sul lavoro, mostrando comprensione nei confronti degli altri. Bisogna prestare attenzione, però, agli eccessi di pignoleria e critica, poiché potrebbero risultare fastidiosi.BilanciaTanta energia per i Bilancia, pronti questa settimana a dimostrare le loro capacità soprattutto sul fronte della comunicazione. All’interno delle relazioni di coppia non si ravvisano grandi intoppi, grazie anche a una buon istinto che permetterà di rinnovare l’interazione più intima fra i partner. Sul lavoro, nel frattempo, è tempo di sfoderare il massimo dell’intelletto per ottenere una tanto desiderata promozione.ScorpioneUna settimana intrigante è in arrivo per i nati nello Scorpione, con la possibilità di ricavare importanti soddisfazioni sia in ambito relazionale che in quello lavorativo. Aumenta sensibilmente la voglia di romanticismo con il partner, che si manifesterà con dolci momenti domestici. Manca quella grinta giusta, tuttavia, per primeggiare sul fronte fisico delle relazioni. Sul lavoro è invece il momento di pensare a un investimento per il futuro.SagittarioCalma e distacco permetteranno ai Sagittario, nel corso di questa settimana, di mantenere un buon autocontrollo e di raggiungere importanti soddisfazioni. In amore vi sarà spazio per esplorare nuove fantasie, che saranno certamente gradite dal partner. Sul lavoro, invece, è bene dimostrarsi propositivi per un progetto che potrebbe concretizzarsi nelle prossime settimana, anche se i contorni non appaiono ancora ben definiti.CapricornoUna grande razionalità permetterà ai Capricorno di approfittare di una settimana dedicata alla risoluzione dei problemi, alcuni dei quali accantonati da fin troppo tempo. In amore vi sarà certo la possibilità di rafforzare il rapporto con il partner, anche dimostrando un maggiore romanticismo. Sul lavoro, invece, è necessario evitare prevaricazioni sui propri colleghi, anche indirette.AcquarioAltra settimana di grande grinta, quella in arrivo per gli Acquario, pronti a dominare ogni evento con grande forza d’animo. Vi sarà di certo la possibilità di sperimentare nuove fantasie con il partner, ma il rapporto rischia di essere troppo fisico, privo di dolcezza. Sul lavoro, nel frattempo, è necessario recuperare alcuni compiti rimasti in sospeso, prima di poter avanzare pretese a un superiore.PesciPochi scossoni permetteranno ai Pesci, nel corso di questa settimana, di riordinare alcune questioni sentimentali lasciate in sospeso nelle ultime settimane. Con il partner si potrà dimostrare un maggior romanticismo, con piccole azioni quotidiane che rafforzeranno il rapporto. In ufficio, invece, è meglio rimandare alcune grande decisioni, soprattutto se relative a un improvviso cambio di carriera.

Pagheremo 577 euro a testa per stipendiare i fannulloni

Una mazzata da circa 577 euro e 50 centesimi per soggetto Irpef. È il costo medio stimato delle coperture al momento teorizzate per la manovra gialloverde (13 miliardi di euro) che dovranno sopportare i 22,514 milioni di contribuenti che dichiarano un reddito superiore ai 15mila euro lordi annui.La legge di Bilancio così come si prefigura, infatti, avrà un impatto di circa 40 miliardi di euro che non saranno tutti finanziati dal ricorso al deficit. L’innalzamento dell’asticella del deficit/Pil dallo 0,8% al 2,4% significa che oltre 27 miliardi saranno recuperati aumentando il disavanzo. Restano, per l’appunto, circa 13 miliardi da trovare. Poiché la pace fiscale (3,5 miliardi il gettito minimo previsto) non può considerarsi una copertura data la sua natura temporale e straordinaria, la maggior parte dovrà essere trovata tramite la famosa spending review che è il taglio di spese anche a livello fiscale sotto forma di bonus, incentivi e detrazioni. Casualmente quei 13 miliardi rappresentano, in buona sostanza, l’ammontare dello stanziamento per il reddito di cittadinanza (10 miliardi) e per i centri per l’impiego.Considerato che oltre 149 miliardi su 156 di gettito di Irpef netta arrivano dalla fascia di redditi lordi superiori ai 15mila euro annui, la si può ben individuare come la parte di Italia finanzierà le promesse di Di Maio con il proprio reddito da lavoro, con le proprie imposte e con i propri consumi. Gli intenti punitivi a livello fiscale nei confronti di banche, assicurazioni e utility comporterà necessariamente un incremento dei prezzi.Si tratta, in ogni caso, di un trasferimento monstre di ricchezza dai settori produttivi, dal lavoro a chi dal lavoro è fuori perché disoccupato o pensionato. Anche se il vicepremier Di Maio ha ribadito che “non si tratta di pagare chi sta sul sofà” non è al momento possibile stabilire se e come questi percorsi di reinserimento per i disoccupati saranno gestiti: le uniche certezze sono l’impossibilità di rifiutare più di tre offerte di lavoro e l’offerta di almeno otto ore gratuite di lavoro al proprio Comune di residenza. Allo stesso modo, il reddito di cittadinanza funzionerà anche come un complemento al reddito per colmare il poverty gap cioè la differenza tra le proprie entrate e i 780 euro mensili intesi come soglia minima di sussistenza. Solo così la provvidenza “a cinque stelle” può raggiungere una platea di 6,5 milioni di persone senza diventare una semplice mancia da “soli” 128 euro mensili.Ovviamente la stangata media da 577 euro non si ripartirà uniformemente tra tutti i contribuenti. Fino a 26.600 euro si sentirà meno perché “attutita” dal bonus renziano di 80 euro scaricando i suoi effetti malefici su coloro che hanno un reddito dai 30mila euro in su. La Uil, ad esempio, ha calcolato l’effetto di un abbassamento dal 19 al 17% della detrazione su alcuni oneri come le spese mediche. Secondo il sindacato, il gettito sarebbe alquanto modesto (583,8 milioni di euro) ma graverebbe per oltre due terzi proprio sui redditi fino a 35mila euro. In particolare il 42,6% delle maggiori entrate (248,8 milioni)sarebbe recuperato nella fascia 20-35mila euro di reddito annuo lordo. Anche i redditi tra i 10mila e i 20mila euro sarebbero interessati in maniera sostanziosa e rappresenterebbero il 22,5% del totale del gettito (131,3 milioni di euro). Oltre i 100mila euro, invece, il gettito si ridurrebbe a 23,5 milioni (4% del totale).È superfluo affermare che, anziché giocare con la finanza pubblica, sarebbe stato meglio studiare una soluzione “globale” che sapesse conciliare le difficoltà di chi è all’interno del mondo del lavoro con quelle di chi ne è escluso. Hanno prevalso le ragioni di quel 32% di votanti che hanno scelto M5s il 4 marzo. Hanno perso tutti gli altri.

Cristiano Ronaldo si difende dalle accuse di stupro: ”Solo fake news”

Cristiano Ronaldo si difende in una diretta Instagram dalle accuse di stupro, che gli erano arrivate qualche giorno fa dall’ex modella americana Katryn Mayorga.Con grande fermezza e tranquillità Cristiano Ronaldo rispedisce al mittente le accuse di una aggressione sessuale, ricevute nello stupore generale da Katryn Mayorga, ex modella americana per fatti risalenti al 2009, avvenuti in un albergo di Las Vegas.Queste le parole del fuoriclasse portoghese: ”Falso, notizie false. Vogliono farsi pubblicità col mio nome, è una conseguenza del mio lavoro. sono un uomo felice, va tutto bene”.Nell’incertezza di capire se queste dichiarazioni basteranno a calmare le acque, si mette in risalto la figura di Katryn Mayorga, aspirante modella all’epoca dei fatti ed ora insegnante di scuola elementare, che secondo quanto confessato a Der Spiegel avrebbe trovato il coraggio della denuncia per ottenere giustizia, grazie al suo avvocato. La donna ispirata dal movimento Metoo e dal coraggio di altre donne vuole che il suo caso venga allo scoperto per far scoprire se Ronaldo abbia mai fatto a qualche altra donna quello che ha fatto a lei: ”Questo dubbio mi assale continuamente”. L’avvocato di Cristiano Ronaldo ha invece annunciato che farà causa al giornale tedesco.[youtube Iou6t1X4WvE]

Renzi: “Deriva venezuelana di Di Maio, organizziamo resistenza civile”

L’ex segretario del Pd, Matteo Renzi, diretto verso piazza del Popolo a Roma, per la manifestazione nazionale del Pd, torna a prendere di mira il Movimento 5 Stelle. “È giusto stare in piazza contro questo Governo. Questi incompetenti mettono a rischio l”economia. Prendono in giro i loro elettori, perché non manterranno comunque le promesse. Offendono gli altri cittadini, insultando chi la pensa diversamente. Noi dobbiamo reagire, senza paura. E farlo senza divisioni interne, basta con le polemiche”. Una chiamata alle armi, quella di Renzi, in cui invita tutte le forze politiche che non si riconoscono nel governo gialloverde, a superare le divisioni in nome di un interesse più alto: salvare il Paese. Ma da che cosa? Lo spiega lui stesso: “Lottare colpo su colpo. E organizzare forme di resistenza civile contro la deriva venezuelana di Di Maio e Salvini. L’Italia è stata resa grande dal lavoro, dal sudore, dalla fatica e non dall’assistenzialismo. Non lasciamo il futuro a chi vuole vivere di condoni e sussidi. Senza paura, amici”.Intanto in piazza del Popolo accorrono militanti e semplici cittadini che hanno raggiunto la capitale per la manifestazione contro il Governo M5S-Lega. Un signore mostra iuncartello: “Con questo Governo di incapaci solo le menzogne sono veraci”. Molte le t-shirt con la scritta “”Per l”Italia che non ha paura”, lo slogan della mobilitazione

Tajani: “Salvini la smetta con i cedimenti al M5S”

Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, in un’intervista al Corriere della sera si sofferma sul rapporto tra gli azzurri e Salvini. Dopo aver firmato un accordo con il centrodestra per le prossime Amministrative, “adesso, invece, (Salvini, ndr) sceglie di fare il grillino? Io spero che la smetta con i cedimenti al M5S e torni alle proposte di centrodestra”.E quando afferma il leader della Lega dice “me ne frego” dell’Europa, ricordi, prosegue Tajani, che “quella frase si è già sentita nella storia, ma si sa che non ha pagato. E sì che Mussolini era Mussolini…”.Tajani si sofferma anche sull’apertura di credito alla Lega fatta dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “Penso che vada letto come un messaggio, un appello disperato affinché la Lega tuteli le imprese dallo statalismo e dal populismo dei 5S”. In ogni caso, prosegue il presidente del Parlamento Ue, “c’è ancora tempo per cambiare la manovra. Qui bisogna alleggerire la pressione fiscale sul lavoro e dare incentivi alle imprese che assumono i giovani; pagare i debiti arretrati di 50 miliardi alla Pubblica amministrazione, fare un piano per il Sud e per le infrastrutture così da creare lavoro”.Tajani poi aggiunge: “Altro che reddito di cittadinanza. La verità è che tutti pagheremmo 780 euro al mese a chi non fa nulla. Mentre un carabiniere o un agente di pubblica sicurezza ne guadagnano 1.200 per rischiare la vita tutti i giorni”.

La prima vittoria di Hitler sull’Austria è un gran romanzo e spiega perfino la crisi dei migranti

Come si perde la libertà? Prima un po’ alla volta, una piccola concessione dopo l’altra. E infine tutta assieme, in un ultimo micidiale colpo. Il massimo è convincere il nemico che la libertà sia un fardello troppo pesante da sopportare. Il nemico, convinto, depone il fardello ai piedi dell’invasore, affinché lo possa calpestare. La mossa riuscì a Hitler con gli austriaci. Prima umiliò il dittatore cattolico Schuschnigg, poi prese per la gola il vecchio presidente Miklas. Inglesi e francesi intanto fingevano di non vedere. Peggio. Una parte di inglesi era convinta che Hitler fosse il giusto argine al comunismo e perorava la sua causa. Torniamo in Austria. Quando tutti i posti di potere furono occupati da nazisti, Hitler decise che era tempo di annettere la natia Austria alla Germania. Non un colpo di fucile fu sparato. I nazisti finsero di essere chiamati dal presidente del Consiglio, la marionetta Arthur Seyss-Inquart. L’11 marzo 1938, i panzer entrarono in Austria e si trovarono davanti a un guaio serio: la mancanza di carburante. Erano attesi a Vienna da una folla in adorazione degli invasori, che aveva scambiato per liberatori. L’attesa fu lunga, a causa dell’ingorgo nelle primaverili ma ancora gelide campagne austriache. Oggi vediamo i cinegiornali dell’epoca. L’armata di Hitler pare invincibile e inarrestabile. Ma quel giorno era tutt’altro che rodata. La teoria del generale Guderian, il blitzkrieg, l’attacco a sorpresa, era appunto ancora una teoria. Hitler si infuriò.I viennesi dunque accolsero a braccia aperte i nazisti. Il plebiscito di aprile vide il 99,75 per cento degli austriaci scegliere l’Annessione. Ma in quel periodo ci fu anche un picco di suicidi. Difficile sia un caso. Qualcuno, osservando gli ebrei presi a calci dai passanti, aveva già capito cosa sarebbe successo: e decise di non partecipare. Sul palcoscenico della storia, sfilano i politici. La volgarità di Göring, la passione di Ribbentrop per il tennis, i discorsi da psicopatico di Hitler. Ma ci sono anche personaggi minori eppure importanti come il boia di Norimberga, tale John C. Woods. E che dire di Schuschnigg? Dopo sette anni di carcere, si trasferirà negli Stati Uniti dove condurrà una vita da cittadino modello. Alle loro spalle, come tragiche comparse, ci sono i popoli trascinati nel massacro che pose fine alla grandezza dell’Europa.La storia dell’Annessione è raccontata da Éric Vuillard nel romanzo L’ordine del giorno (edizioni e/o, pagg. 138, euro 14) vincitore del prestigioso Premio Goncourt nel 2017. Vuillard sceglie una strada difficile: romanzare la storia senza inventare e senza un personaggio principale. Ogni quadro diventa dunque un ammonimento e lo spunto per una riflessione. Un modo di procedere vicino a quello di Antonio Scurati in M. Il figlio del secolo (Bompiani), il bestseller dedicato alla vita di Benito Mussolini. I due libri testimoniano una nuova sensibilità verso la storia.La quantità di problemi affrontati da L’ordine del giorno, nonostante sia stringato, è infinita. Scegliamo dunque di affrontarne uno in particolare perché Vuillard lo pone in apertura e chiusura del romanzo. All’inizio del libro, vediamo una raccolta fondi orchestrata da Göring e Hitler in persona. Sono presenti ventiquattro facoltosi industriali tedeschi. Rappresentano marchi come BASF, Bayer, Agfa, Opel, IG Farben, Siemens, Allianz, Krupp. Sono gli stessi che oggi ci forniscono tutto quanto occorre nella quotidianità, dal tostapane all’automobile. Alla fine del romanzo, il lettore viene a sapere come le aziende abbiano approfittato del Terzo Reich per ottenere schiavi da sfruttare senza pietà. La Krupp aveva “noleggiato deportati da Buchenwald, Flossenbürg, Ravensbrück, Sachsenhausen, Auschwitz”. Non era un caso isolato. “La BMW si serviva a Dachau, Papenburg” e altri lager. L’Agfa si riforniva di forza lavoro a Dachau. La Shell a Neunegamme. E così via: l’elenco degli schiavisti è impressionante. Dunque industria e alta finanza si schierarono compatte per il nazismo e il razzismo (utilissimo, abbiamo visto, per produrre schiavi).Infine una nostra considerazione. Veniamo all’attualità. L’industria e l’alta finanza sostengono l’immigrazione, accusando di razzismo chiunque osi obiettare. Una inversione di rotta completa. Chiediamoci perché. Le risposte potrebbero non piacerci. Forse non è tutta filantropia. Forse qualcuno scommette sulla manodopera africana. È clandestina, abbondante, disposta a tutto, sottopagata e soprattutto priva delle garanzie ottenute dai lavoratori europei. Forse qualcuno spera di far saltare il diritto del lavoro, scatenando la guerra tra poveri. Forse sui barconi dall’Africa ci sono i nuovi schiavi.

Elkann: faremo la 500 “green” in Italia

“Fca intende lanciare una famiglia di 500 verde che sarà progettata e prodotta in Italia”. La precisazione, importante e attesa dopo il piano al 2022 presentato l’1 giugno a Balocco, arriva dal presidente John Elkann, alla festa della Federazione dei cavalieri del lavoro svoltasi a Torino. “Intendiamo lanciare una famiglia di 500 verde – ha aggiunto – che sia rispettosa dell’ambiente, con motori ibridi ed elettrici”. L’intervento di Elkann, che ha parlato anche dell’impegno del gruppo sul fronte della guida autonoma, arriva in un momento molto delicato.I sindacati, infatti, sollecitano chiarezza sul futuro degli impianti nel Paese. E per l’ad Mike Manley, come per il nuovo responsabile del mercato europeo (sul nome di Pietro Gorlier manca solo l’ufficialità, prevista all’inizio della settimana) si preannuncia un autunno caldo. I nodi da sciogliere sono quelli industriali e contrattuali. Il piano di sviluppo al 2022 del gruppo, illustrato dallo scomparso Sergio Marchionne, dallo stesso Manley e dal cfo Richard Palmer, deve tramutarsi in fatti concreti. I sindacati, in proposito e come previsto, iniziano a manifestare nervosismo.Di fatto, concluse le commemorazioni di Marchionne e una volta nominato Gorlier a capo dell’Emea (Europa, Africa e Medio Oriente) dovranno arrivare le prime risposte, anche alla luce del recente nuovo ricorso alla cassa integrazione nei vari stabilimenti, compresi quelli dai quali escono i motori. “Pomigliano e Mirafiori sono i casi da affrontare subito – afferma Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl – facendo chiarezza sugli investimenti. Per lo stabilimento campano gli ammortizzatori sono limitati e per quello torinese esauriti. Non c’è più tempo. La vera sfida che attende i nuovi vertici di Fca è proprio quella sui tempi di attuazione dei progetti annunciati. Abbiamo chiesto un incontro urgente con l’ad Manley e con il futuro responsabile del mercato europeo”.Uliano alza quindi il tiro: “Se non avremo risposte entro ottobre sarà inevitabile una situazione di scontro tra sindacati e azienda”.Sempre in ottobre, poi, le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto di Fca e Cnh Industrial presenteranno le richieste per il rinnovo del contratto collettivo in scadenza il 31 dicembre prossimo e riguardante 80mila persone. Tra applicazione del piano industriale e trattative per il nuovo contratto, per Manley e il suo nuovo team sarà un battesimo di fuoco. In Italia, dove è nata quella Fiat che è riuscita a scalare – salvandola – la Chrysler, a differenza degli Stati Uniti il confronto avviene infatti con più sigle sindacali senza dimenticare gli oppositori, per partito preso, di Fiom e Cobas. L’Italia, per Manley, è una realtà burocratica e complicata tutta da scoprire.Al Salone mondiale (ormai solo sulla carta, viste le tante defezioni) di Parigi, in programma dalla prossima settimana, tra i grandi assenti ci sarà anche Fca, rappresentata solo da Maserati. Sarà interessante vedere chi, sullo stand, farà gli onori di casa, visto che tra domani e martedì si dovrebbe sapere, oltre a Gorlier capo dell’Emea, se l’ingegnere tedesco Harald Wester sarà rimesso al volante proprio del Tridente. A Parigi il gruppo Agnelli sarà rappresentato anche da Ferrari, controllata da Exor, con le sue “barchette” Monza Sp1 e Sp2 presentate in anteprima al Capital markets day svoltosi a Maranello. Per Louis Casey Camilleri, neo ad del Cavallino rampante, il primo appuntamento pubblico con un Salone dell’automobile avverrà però in un’altra occasione.Sia lui sia il vicepresidente Piero Ferrari non interverranno al lancio mondiale dei due nuovi bolidi. A rispondere alle curiosità dei giornalisti provvederanno Enrico Galliera, direttore commerciale e marketing, il responsabile tecnico Michael Hugo Leiters e il direttore del Centro stile, Flavio Manzoni.Dopo Moody’s (outlook da stabile a positivo), infine, su Fca si è pronunciata anche Dbrs: rating a BB (high) da BB (low), con prospettive stabili.

Primi in startup ultimi in Rete: l’Italia hightech ha due facce

Sembra di assistere al volo del calabrone. Impossibile che riesca ad alzarsi, eppure sbattendo le ali più che può, ce la fa. Il calabrone è l’Italia tecnologica, l’industria dell’innovazione, dello sviluppo di nuovi prodotti, della ricerca di nuove frontiere informatiche. L’Italia è un calabrone che non dovrebbe alzarsi in volo soprattutto perché se si vanno a vedere i dati degli italiani che si collegano a internet almeno ogni tre mesi si resta basiti. Sono pochissimi: la prima porta di accesso alla tecnologia sembra affare per pochi intimi. Secondo il sito di datajournalism Truenumbers.it, che ha elaborato i dati ufficiali dell’Eurostat pubblicati all’inizio dei quest’anno, gli italiani che hanno fatto login sulla rete sono il 37% degli uomini e il 26% delle donne. Poco più dell’Irlanda, Portogallo e Grecia, ultima in classifica, e meno di tutti gli altri grandi Paesi europei come Spagna (che è davanti a noi di circa 10 punti percentuali) e soprattutto della Germania dove gli uomini internettiani sono il 65% e le donne il 57% rispetto ad una media dei Paesi dell’Eurozona pari rispettivamente a 51% e 42%.Segnali un po’ meno deprimenti vengono dalla Borsa. Il valore dei titoli delle società tecnologiche quotate a Piazza Affari sono saliti in un anno dell’8,6% passando dai 4 miliardi e 650 milioni del luglio del 2017 ai 5 miliardi e 48 milioni dell’agosto 2018 dopo il record del mese precedente quando la capitalizzazione dei titoli tecnologici ha toccato i 5 miliardi e 169 milioni.Con così poca “domanda” di internet l’Italia tecnologica dà ugualmente segnali di vita, anche se molto precaria. Ad esempio: prendiamo i dati sui dipendenti. Eurostat stima ogni anno il numero di persone che lavorano in questo settore sia nella manifattura che nei servizi. Nella manifattura l’Italia perde anno dopo anno posti di lavoro. I lavoratori “tecnologici” erano 780mila nel 2008 e sono diventati 510mila nel 2015 (l’Eurostat non ha ancora diffuso i dati del 2016). Ma quelli che lavorano nel settore dei servizi tecnologici crescono, anche se purtroppo non abbastanza da compensare il calo di quelli del settore manifatturiero: erano quasi 413mila nel 2008 e sono diventati 454mila nel 2016. L’aumento dei posti di lavoro nei servizi è stato, tra il 2008 e il 2016, di 38.200 unità mentre la perdita di posti di lavoro nella manifattura è stata pari a 270mila e 500. Per ogni posto di lavoro in più nei servizi se ne sono persi 7 nella manifattura.Ma il calabrone italiano ce la mette tutta per spiccare il volo. Basta guardare i dati delle start up tecnologiche. Il fatto che, se non un volo vero e proprio, ci si trovi di fronte almeno ad un battito d’ali lo si vede dalle società che, in un anno, hanno raccolto i maggiori finanziamenti per sviluppare nuovi prodotti, nuove tecnologie o nuovi servizi. In un anno la società italiana che ha raccolto più finanziamenti dal mercato è la Nouscom di Roma. È una società farmaceutica che studia un vaccino contro il cancro. Ha incassato 42 milioni dagli investitori. Al secondo posto c’è una delle società italiane di Fintech di maggior successo, Satispay. La sua app permette di pagare beni e servizi con lo smartphone. In un anno ha incassato 18,5 milioni, ma dopo l’aumento di capitale del 2018 per altri 15, il valore totale del funding è arrivato a 42 milioni e il valore della società è salito a 115 milioni. Al terzo posto c’è Greenbone nata fuori dal tradizionale asse Milano-Roma. È di Faenza, in provincia di Ravenna: progetta a realizza impianti ossei derivati da materiali naturali. A lei sono arrivati, in un anno, 8,4 milioni di euro.Saranno le startup a far volare il calabrone italiano? Guardiamo i numeri del fatturato. Nel 2016 il 43,6% delle società fatturava fino a 100mila euro, meno del 50,1% del 2015 e del 59,7% del 2014. Nel 2016 quelle che fatturavano fino a 500mila euro erano il 25% del totale, meno dei due anni precedenti. Sale invece la percentuale di startup che fatturano fino a 1 milione: dal 4,1% del 2014 si è passati al 5,5% del 2016. Così come aumentano quelle che fatturano oltre un milione: dal 2,6% del 2014 al 6,2% del 2016. È vero che tra il 2015 e il 2016 quelle fallite sono quasi raddoppiate (dal 5,9% al 10,6%) ma se c’è una possibilità che il calabrone italiano possa volare, le ali che dovrà sbattere sono quelle leggere delle società che sono appena sbocciate e di quelle che ancora non esistono.